Rovistando allo specchio
Volo fuori dal buco
la vista non è mia compagna
rimane solo la cornice
ma sempre la stessa prospettiva
il bianco del cielo spezza l'anima
spezza gli sguardi, il tramonto
le lucciole e i pali
non c'è uomo per strada
fa troppo freddo
di quello che ti distrugge dentro
quello che ti logora le ossa
all'improvviso, ecco una sagoma
un 'uomo grosso e calvo
vestito male, trasandato,
fuma una sigaretta
accartoccia ogni suo movimento
e rischia di cadere sulla strada
gelata
flusso di storie ed idee
pensieri, emozioni, dolori
catastrofi, scopate, divertimento
ambulante
formica per strada
come tutte le formiche
spenta e rassegnata al destino
Giro lo sguardo e sento rumore
guardando nel vuoto
l'uomo,
grosso e calvo, è scomparso
e tocca a me
affrontare questo paesaggio
che sembra tutto tranne
che rassicurante e allegro
In fondo
non voglio neanche un paesaggio allegro
ma gli sguardi si uniscono
le mani si alzano e i pensieri si fondono
il formicaio continua, per l'eternità'
senza confronti e senza paragone
e il paesaggio è sempre così stupido
che ci fa sembrare tutti più stupidi.
©
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L'autore
Alessandro Ventosi
Nasco in una cittadina di provincia, una cittadina grigia e squallida, che riecheggia in ogni suo suono solo apatia, frustrazione, passività, e sottomissione. Trascorro gran parte della mia vita vissuta fin ora nella tranquillità, cioè in tutti quei passaggi tipici di un bambino con un infanzia normale, mediocre. La sv
Commenti (1)
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Caterina Viola Scimeca10 gennaio 2009
Hai ragione il paesaggio è sempre più stupido. Ricamiamo cieli azzurri e strade affollate di sorrisi, con animali e uccelli che volano, alberi in fiore e muri colorati. Mettiamoci al lavoro!