Microeternità
Non dico alcuna menzogna
quando non a torto esagerando
il mio esule cuor sogna.
Le mie finestre stanno guardando.
La parte del mondo più limpida
in me sta arrivando.
Nell'io più profondo
tra le sabbie mobili dell'inconscio
si sta intrepida insediando.
Non lo so,
ma me ne accorgo quando a Giugno
un pomeriggio nella mia stanza entra un raggio.
Bussa ai miei occhi stanchi,
perfora le pareti bianche
invade le mie carni
schiave del suo potere.
Rimango li fra il giorno e la notte sospeso,
in un lento respiro appeso
attaccato ad una microeternità
che impregna l'anima d'immortalità.
©
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