Freddo in montagna
La stanza rigida e l'alito che fuma.
Sibila il vento, ulula, infuria,
sbatte, s'adira.
Un noce nell'orto combatte;
scheletrito e bruno si curva,
scricchiola, si drizza, quasi s'abbatte;
si scuote, s'inchina, si torce.
Sull'erba in ginocchio,
atterrito e tremante, piagnucola il passero:
a stento saltella.
Belante un agnello prillando rincasa,
rincasa intirizzito un cane, un pastore ammantato s'affretta;
la vetta ondeggiante si copre di nebbia.
Qualche finestra s'assicura sbattendo;
continua il vento e il cielo s'abbuia.
Fumano i comignoli.
(1960)
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Commenti (1)
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Galante Arcangelo1 febbraio 2018
Pennellate suggestive, rimangono i versi di questa poesia! Vi è contenuta un’identica descrizione delle tante giornate che si trascorrono in montagna, avvolta dal freddo, osservando quanto è bella la natura in quei giorni gelidi, i quali, però, ricoprono l’anima dell’autore di ricordi ed entusiasmi, dinanzi allo scenario immerso. Il cane, l’agnello, i fumanti comignoli e il pastore ammantato, che rincasa per cogliere subito la sicurezza del nido intiepidito, sfuggente dalla frizzante aria invernale, sono belle immagini evocative, ben definite poeticamente. Piaciuta e volentieri letta!
