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Riflessioni 20 gennaio 2009 · lettura 1 min · 1390 letture

Toccato dal sacro tempo

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Giuseppe Vella 113 poesie pubblicate
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Come è difficile, capire l'insufficiente coscienza della gente, eppure nell'oblio della mente, la pagliuzza dell'altro occhio, stenta a ritrovare la via della libertà. Come è possibile essere giudicato da miseri animali, ho strategie migliori del pezzente, conosco le formule del tempo finito, ma echi di stranezze indefinite, obbligano questo corpo a bastonare l'arroganza del mio niente. Più testardo del ragno che ricostruisce la tela alla stessa guisa, ripropongo errori primordiali, misere conclusioni. Nelle svariate cadute, tra banali inciampi e profonde macerazioni, libero poco alla volta l'anima dalla schiavitù del mio sensato corpo .
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Commenti (1)

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Patrizia Chini20 gennaio 2009

Poesie, strumenti per flaggelarci? Spesso pure io mi lascio andare e mi dò addosso E' sbagliato ci sono già gli altri a farlo e a farlo bene. All'inizio rifiuti il giudizio del popolino dimostrando arroganza ma poi tu stesso la chiami "l'arroganza del mio niente" e cominci a rotolarti nella flagellazione... nella chiusa senti l'elevazione dell'anima Prenderei meno sul serio le difficoltà della vita. (sarà che oggi io sono di buon umore!... ma non è stato e non sarà sempre così)