L'Infinito
E nel pensier mi fingo un infinito
oltre la siepe, su quell'ermo colle.
Ma non mi siederò sull'erba molle,
me ne starò qui fermo, ammutolito...
E mirerò un fuggir d'oscure torme
d'ombre sottili e su paludi stige
il triste naufragar tra l'onde bigie
di vane forme nell'abisso informe.
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Commenti (1)
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V
Valerio Vergoni24 gennaio 2009
La trovo una poesia di gusto (ironicamente) "citazionista", bella l'idea del connubio tra forme espressive diverse (parole, immagini e soprattutto Chopin)