Er fungarolo
L'omo ch'è pescatore c'ha 'n difetto,
dicenno ch'è de 'n chilo s'è de 'n etto,
l'urtimo pesce che ha riportato,
è sempre assai ppiù grosso de''r pescato.
Se 'nvece è cacciatore de rispetto,
doppo d'ave' sparato all'ucelletto,
da corpa ar cane che nun l'ha trovato,
sapenno bbene che se n'è vvolato.
Ma 'na categoria è ppiù mmicidiale,
e come er sommelie' sente 'r barolo,
qua oggnuno fa l'esperto ppiù speciale,
trattanno robba peggio de''r vetriolo,
finenno a vòrte drento a 'n ospedale,
'ntignano d'èsse er mejo fungarolo!
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L'autore
Gian Franco Dandrea
Fissare su carta mediante parole, le emozioni di un momento, le vibrazioni dell'anima, il recondito sentire, è come mettere insieme le tessere di un mosaico, è come dipingere o creare musica. Ecco, la poesia è tutto questo messo insieme, i versi danno colori, note musicali, vibrazioni al cuore, è una festa multimediale
Commenti (1)
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Lina Maria Cino25 gennaio 2009
Verissimo, cacciatori e pescatori anche di piccole prede ne fanno, nel racconto grandi prede, così anche i fungaroli, ritenendosi esperti qualche volta... Originalissima colorita dal vernacolo per una spassosa lettura, ma, anche un'avvertimento all'attenzione.
