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Introspezione 28 gennaio 2009 · lettura 1 min · 3892 letture

Oltre il mare

Pasquale Lettieri 1111 poesie pubblicate
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Sono caduto dalla vagina di mia madre, nell'orlato tuo fazzoletto di seta rosa. Sono sfinito per questo tempo che passa e che soffia la vita di noi tutti, oltre, oltre non si sa dove. A lungo ci siamo stretti quasi schiacciandoci, volevamo essere sicuri dei nodi stretti e delle funi del nostro amore. Anche le catene con ruggine e tempo si spezzano. Siamo stati messi insieme, dall'amalgama degli elementi, e' poca cosa la vita che passa., e così anche, la possessivita' dell'avere e del tenere. Sono caduto ancora una volta sporco di sangue dalla grotta vaginale della donna che è mia madre. Ecco la violenza è nell'accaduto, qui la morte è malinconia, ci siamo poi slegati... respirare ora mi stanca, mangiare anche stanca. Ora solo, ammiro spesso l'orizzonte del mare, e mentre ammiro questa linea interminabile ho paura di terminare oltre, oltre, al di la' dello stesso mare.
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La separazione come morte, come vissuto ancestrale che riporta sempre allo stesso dolore, quindi la voglia di liberarsi da questo con le angosce dell'ignoto30 gennaio 2009
L'autore
Pasquale Lettieri

La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver

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Commenti (3)

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RaggiodiSole28 gennaio 2009

Davvero... mi hanno lasciata senza respiro, questi versi che colpiscono come schiaffi tanto si avverte il dolore . Nascita e massimo piacere nell'emozione più forte della vita, per poi riperdere ciò che ci fa sentire vivi, il mare visto come l'Immenso, la paura di terminare - oltre, bella chiusa, rende molto l'idea. Veramente apprezzata.

Cuccu Anna Maria28 gennaio 2009

Osservo il mare con la paura di finire oltre quel mare, verso quell'ignoto a cui siamo destinati dalla venuta al mondo provenienti dal grembo materno fino a quando un'altra donna, la Signora della Notte verrà a prenderci dopo aver noi vissuto la nostra esistenza travagliata. Molto profonda e intensa. tanto piaciuta.

Antonella Bonaffini28 gennaio 2009

La tua di oggi nion si commenta... perché si commenta da sola. Solendida. Incisiva e malinconicamente bella anche la chiusa.