Le Casinò

Cenci e rilanci
sul peltro consumato
al tavolo da gioco.
E' il tempo che mischia
le carte, ce n'è per tutti
e non si sceglie il seme
se oggi mi capita picche
e ho il permesso di piangere
ma non di cambiare.
E' che non sei tu
ad aver voglia di nascere,
ad aver voglia di morire.
Ed io che mi consumo
le ginocchia piangendo
e gridando che
forse non avrò
nemmeno il tempo
di leggere tutto
di leggere il minimo
di diventare madre,
di diventare nonna.
E' che ho comprato
poche fiches perché
non credo alla fortuna.
E' che dieci anni fa
ho fratturato il naso
a Dio a nocche nude.
Sono le cose,
le cose del mondo
e il tramonto che le svela.
La mano che volta
la carta un momento
dopo che hai puntato.
E' inferno o paradiso
nel momento in cui
hai paura che esistano.
Si vince o si perde,
in questo casinò da cui
si esce una volta sola.
©
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
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