Castitas, pulchritudo, amor
D'intelletto divagavo
fra arbusti ed agresti bacche,
giunto al fin d'un sentiero
su d'un campo ben posato
s'allietavan tre fanciulle,
l'un di schiena rigirata,
verso me entrambe l'altre,
recando nelle lor man di Venere i simboli,
rosa, mirto, mela, dado,
son di nome Eufrosine, Talia e Aglae
di scultoreo aspetto ignude
e d'Apollo in lor risuona il canto,
l'un è castità, l'altra bellezza
e l'altra ancor Amor,
resto io muto e contratto
al veder tal portento,
dura poco il piacimento,
al veder uno sconosciuto fuggon via
arrossendo, le caste donne
ed alberga nel mio cuor
sol il gran rimpianto
©
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L'autore
Marco Cortese
Sono originario di Cuorgnè (TO), un paese nel verde Canavese, non lontano dal Parco Nazionale del Gran Paradiso, dove fischia la marmotta, saltella il camoscio e regna maestoso lo stambecco...comunque anche la grandiosa capitale sabauda non dista molto, intrisa di storia...Da un pò d'anni abito a Banchette (TO), a rido
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