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Donne 1 febbraio 2009 · lettura 2 min · 10879 letture

Innocenza carpita

Saverio Chiti 2048 poesie pubblicate
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Nei tuoi occhi di cerbiatto leggo la tua sofferenza, dai tuoi vestiti stazzonati dal trucco disfatto percepisco la violenza patita nei tuoi occhi ho visto il terrore, in essi abbassati c'è tutto il dolore ...dell'innocenza carpita Ti ha seguito nel buio del palazzo e nel chiuso dell'androne, t'ha aspettato vigliacco. Con un fil di voce mi hai raccontato - mi è saltato addosso come un pazzo puntandomi al collo un coltello ha detto: zitta e non ti muovere altrimenti ti sbudello! poi, ha fatto di me quel che ha voluto io dapprima ho resistito, quando con ferocia inaudita le vesti mi ha stracciato dopo, niente ho più compreso Perché proprio a me tutto questo è capitato... i miei sogni ha distrutto lacerato No! non c'è perdono per un uomo così non c'è rifugio, ma credimi non tutti son così io almeno non lo sono e ti giuro, faremo di lui un escluso un emarginato, senza pietà! non c'è posto per uomini così nella nostra società Qualora un domani albeggi in lui un germoglio di pentimento, non ci sarà pace e consolazione e tanto meno tentennamento, nell'indulgenza della confessione.
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molti dicono: che nessuno tocchi Caino! ...ma spesso, troppo spesso nessuno pensa alle vittime come Abele... a loro cosa diremo... solo perdono?

L'autore
Saverio Chiti

“ Gli uomini stolti si perdono ai confini della ragione, e spesso è nella follia, che trovano rifugio “ non so se faccio parte dei primi, e quindi ancor oggi vivo la mia ragione d'essere, oppure il mio Essere trova rifugio nella pacata follia del domani... nel dubbio, mi cibo d'ogni essenza... amo riflettere ad

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Commenti (3)

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Antonio Biancolillo3 febbraio 2009

Versi che impattano crudi nella realtà... cosa possiamo chiedere ai tanti... Abele? Solo il perdono...è tantissimo... ma a volte non basta... Piaciuta.

mp47pasquino5 febbraio 2009

L'avevo letta tra quelle a tema, non ero riuscito a commentarla a causa del sistema che me lo impediva, volevo fare degli apprezzamenti, ora ci sono tornato e spero vada bene... L'argomento che tratta questa opera è di difficile gestione in quanto oltre le parole e i sentimenti di rancore verso azioni riprovevoli condivisibili occorre far collimare amarezza dissociazione ed arte. L'opera è penalizzata dal fatto di essere ad argomento e quindi legata a un fatto specifico da rispettare quasi un preconfezionamento, ma l'autore ha ben saputo districarsi da tutto ciò in modo ottimale col risultato di aver ottenuto un'opera meritevole, secondo il mio punto di vista e valutazione.

Carlo Fracassi20 marzo 2009

Negli occhi della gente ferita si leggono tante tragedie ed anche in quelli che chiedono indulgenza: l'uno agnello, l'altro lupo! Apprezzata.