Allo specchio -dal diario di una "pazza"-
Ho curato le mie mani
per dare tenere carezze,
i miei occhi ho sempre pulito
perché i miei sguardi
fossero carichi di amore,
la mia bocca abbellivo
perché le mie risposte
grondassero di simpatia,
i miei seni si sarebbero
riempiti di latte
ed il mio ventre
avrebbe generato,
tutto di me doveva
essere una dolce mamma.
Un branco di soldati allo sbando
in un campo di granoturco
hanno infangato, con i loro corpi
questo mio corpo.
La pazzia mi aspettava,
più sola delle donne sole
mi è rimasto solo che piangere
e partorire e farmi rubare il figlio
e l'infinita tristezza
non mi ha fatto morire.
Allo specchio:
guardo le mani
che non hanno accarezzato,
guardo gli occhi
che non si sono illuminati,
guardo la bocca
che non ha baciato.
©
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L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
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