Aspetto la primavera
Un gallo
come quello che fece piangere Pietro
ti sveglirà
e sarai subito in corsa
come una ragazzina colorata
con gli occhi
che non sanno stare fermi
con le mani che mi cercano ovunque
e ti fai bella
perché io non abbia a soffrire
e ti fai dolce
perché mi vuoi uomo
sopra le miserie fredde
dell'ancor vivo inverno.
Sarò io ad abbracciarti
ma non mi accetti
-le tenerezze dalle all'autunno-
farò dure le mani
aprirò la mia mente
l'anima e lo spirito tutto
saranno con il vento
ad aprire fiori ad innestare frutti
perché l'estate non sia in ozio
e perché l'autunno sia colmo
mi pagherà il sorriso delle mamme
la pace degli anziani
e ti cercherò per abbracciarti
fra le luci delle feste
o mia primavera.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L
Tutte le opere →
L'autore
Luigi Ederle
Sono un poeta modesto. Scrivo per passione, nato a Grezzana di Verona il 06 / 09 / 1945. Premiato una cinquantina di volte. Scrivo in dialetto, in lingua e mi piace molto l'Haiku. Ho scritto un manipolo di commedie in dialetto e una dozzina di testi per canzoni. Ringrazio il sito Scrivere che mi ospita da otto anni. Lu
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!