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Introspezione 6 febbraio 2009 · lettura 1 min · 1466 letture

Un viaggio dentro me

Trudina 187 poesie pubblicate
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All'ombra dei colori ritrovo me stessa rannicchiata in un angolo in chiaro scuro di fine serie. Gioco ancora a vestirmi di sogni appassiti, accarezzo me stessa in naftalina, chiusa in cassapanca, polvere e muffa fan da lucchetto contro intrusi. Nell'affollato silenzio apro le mani al niente che ho costruito, attingo al vuoto sporco quei tre pochi pensieri in fila che un tempo ero io, abbraccio l'infinita speranza accuratamente rispolverata e rifiuto quell'immagine che rimanda di me lo specchio senza un senso al domani. Concedo tregua alla mia ombra e procede di me il duplicato.
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L'autore
Trudina

Dietro al nick di Trudina si nasconde Silvia, toscanaccia d.o.p. che ha deciso di imbarcarsi a tarda età nella grande avventura che è la poesia. Mi sono avvicinata alla scrittura davvero per caso solo qualche mese fa, perchè scrivendo riuscivo a dare sfogo ai pensieri opprimenti che mi ingarbugliavano la mente impeden

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Commenti (2)

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Saverio Chiti6 febbraio 2009

non sempre siamo quel che un tempo avremo voluto essere... a volte facciamo fatica a riconoscersi in pensieri e ricordi passati, facciamo fatica ad accettare il presente... "procede di me il duplicato"... nella chiusa di questi versi c'è tutto quel l'autrice vuol dire. quel che appare è solo l'oogi di me, non quello che avrei voluto essere. versi che fanno riflettere su quel che la vita ci da, su quello che ci chiede in cambio... forse anche i nostri sogni. molto piaciuta.

B
Benito Ciarlo7 febbraio 2009

Certi periodi della nostra vita sembrano accompagnarsi alle angosce, alle paure, al rammarico alle illusioni. Sopravviene un disincanto spersonalizzante che ci consente di vederci con gli occhi estranei d'un nostro duplicato che stentiamo a riconosvere come quella parte di noi che tenemmo accuratamente celata ai nostri stessi occhi per il tempo della spensieratezza. Ma, dice il filosofo, in ogni giovane s'annida un vecchio, in ogni felicità s'annida la preoccupazione. Dante dall'alto del suo ingegno scrisse nessun maggior dolore che ricordarsi dei tempi felici... e tu non sfuggi a questa specie di regola che sarebbe ora venisse smentita. Bella poesia ma, fa un respiro forte e conta fino a dieci. Riappropriati della tua immagine.