Mentre sedevo

mentre sedevo molle
nel ventre pesante dell'immobilità
i pensieri accatastavano
dinamite d'intorno...
improvvisa la fiamma
come un sole in gennaio
esplose nel silenzio delle note
sguardo di meraviglia
sul frantumarsi lento
dello specchio stanco
sparate nell'aria
si rigiravano
conficcandosi lontano
le schegge di un vecchio riflesso
leggera
-scardinati i cuscini del divano-
vidi finalmente il giorno
sono rosse le mie scarpe nuove
e leggero il passo
sulla via senza ritorno...
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L'autore
Amara
Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.
Commenti (1)
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F
Fuori8 febbraio 2009
Piacevole vedere come una tranquilla atmosfera casalinga possa essere interrotta dai ricordi, in quel momento tutto intorno cambia, le figure retoriche sono molto belle, ed esprimono un legame tagliente col passato. Il nuovo delle scarpette rosse fà tanto mago di Oz. Bellissima poesia.
