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Amore 3 giugno 2005 · lettura 2 min · 2196 letture

Lettera a francesca

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Simone C 66 poesie pubblicate
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Assisi 7:10 forse stamattina potrò rivederti Mancano ancora dieci minuti per Ponte S. Giovanni Lo stomaco in subbuglio e le mani sudate non sono Il miglior biglietto da visita. Con gli occhi al sedile di fronte ma la testa altrove Ti rivedo con i tuoi jeans attillati ed il giaccone bianco al solito posto Aspetti senza dire una parola. Non ricordo nulla di più bello dei tuoi occhi Addolciti dal sonno. Mi hai guardato: quale è il motivo? Benché più alto di te mi sento infinitamente piccolo Inadeguato (come sempre), sembra incredibile Sono rimasto quattro anni a fissarti senza una parola Perchè? Non sarei riuscito a trovare le parole giuste? La timidezza è una brutta bestia Mi avresti rifiutato, ho seguito i consigli della paura Ho fatto finta di nulla negandomi la vista. Ma ciò che è più spaventoso E' il timore di desiderare una persona che non esiste Se non nella mia mente, vivere in simbiosi Con la perfezione creata dalla mia psiche: Non potrò comunque dimenticarti. Le traverse del binario marciano in fila indiana In maniera incredibilmente lenta Ed io sto sempre peggio: il condannato è stato accompagnato Di fronte al patibolo, suppongo non si possa tornare indietro. E si aprono squarci inimmaginabili Indescrivibili a parole brucia l'anima Brucia la mia fronte Dove potrò rifugiarmi per scappare dal tuo sguardo? Dove potrò trovare parole di conforto? Ed immagini crudeli sembrano porsi di fronte Ad uno spirito debole, mani artificiali vorrebbero Proteggere occhi increduli per non vedere... La tua presenza, la mia unica ossessione Centinaia di persone scompaiono "Dove siete? Vi prego aiutatemi, non vedete la mia sofferenza?" Eppure lo desidero... Scorrono alberi, si voltano i palazzi, strade si nascondono, il binario si apre: Sembra l'entrata dell'inferno, si offusca la vista Come in un sogno... E quella stazione: tutto si ferma, esistono ancora Tempo e spazio? Ed uno ad uno sfilano. Senza di te. Ponte S. Giovanni 7:25 torno alla realtà La mia mano smette di scrivere E mi accorgo che un'altra parte di me è morta.
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Commenti (1)

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Romina De Vita4 giugno 2005

Ho letto tutte le tue poesie, prima che tu commentassi la mia, a quel timido ragazzo dolcemente (anche se virtualmente) invio una carezza con l'augurio che magari la parte di lui che dice essere morta stia trasformandosi in qualcosa di meglio!