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Introspezione 13 febbraio 2009 · lettura 1 min · 5731 letture

Effatà

B
Benedetta Cavazza Miciamalvina 655 poesie pubblicate
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Senza muri l'anima langue Dov'è la porta che la rabbia che il dolore dovrebbero spalancare? Al centro di me stessa tendo le mani ma il corpo mostra solo due braccia morte lungo la curva, dolce della vita Vieni a liberami, disegna per me l'uscita.
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E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: «Effatà» cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava

B
L'autore
Benedetta Cavazza Miciamalvina
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Commenti (3)

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mp47pasquino13 febbraio 2009

opera degna di rilievo, musicalità e forma ineccepibili, si sente la fusione tra l'introspezione, la spiritualità e la preghiera per poter valicare l'empasse (braccia morte) avere quella forza fisica e morale per aiutare chi ha bisogno... Apprezzabile anche la nota che non ha bisogno di interpretazioni.

Paolo Ursaia13 febbraio 2009

Una preghiera... intensa, vera, senza nessun trucco. Da leggere lentamente, molto apprezzata.

Carmelo Luca Sambataro13 febbraio 2009

Profondo il primo distico: se non ha un corpo l'anima è incompleta, geme la creazione, geme l'eterno senza il suo caduco.