Effatà
Senza muri
l'anima langue
Dov'è la porta
che la rabbia
che il dolore
dovrebbero spalancare?
Al centro di me stessa
tendo le mani
ma il corpo mostra
solo
due braccia morte
lungo la curva, dolce
della vita
Vieni a liberami,
disegna per me
l'uscita.
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Commenti (3)
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mp47pasquino13 febbraio 2009
opera degna di rilievo, musicalità e forma ineccepibili, si sente la fusione tra l'introspezione, la spiritualità e la preghiera per poter valicare l'empasse (braccia morte) avere quella forza fisica e morale per aiutare chi ha bisogno... Apprezzabile anche la nota che non ha bisogno di interpretazioni.
Paolo Ursaia13 febbraio 2009
Una preghiera... intensa, vera, senza nessun trucco. Da leggere lentamente, molto apprezzata.
Carmelo Luca Sambataro13 febbraio 2009
Profondo il primo distico: se non ha un corpo l'anima è incompleta, geme la creazione, geme l'eterno senza il suo caduco.


