Dormirò (e sarò paziente)
Si chiude.
Si apre.
Si chiude.
Si apre.
Entra una luce.
Scompare.
Entrano, escono.
Osservano.
Occhi, mani e menti vaganti
è affollato il corridoio.
"Scambiamo due parole"
ma senza cercarvi nulla
per favore,
facciamo finta di essere amici.
"Va bene"
Si apre.
Si chiude.
Poi arriva Dio
vestito di bianco smeraldo
coi voluttuosi gesti
ad ammaliar le menti e i cuori
Va be',non importa
Sarò paziente
fino a domani
non penserò a niente
Dormirò
Si apre.
Si chiude.
"Come stai?"
"Non mi ricordo, chi sei?"
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Amara17 febbraio 2009
...poesia visionaria che concede molte interpretazioni ...io l'ho vissuta un ospedale... dove accanto al malato s'affollano persone... gli dei della medicina che dispensano saggezza... e... l'obbligo al rapporto... nell'unico desiderio di un po' di pace... ma... senz'altro non avrò compreso... bellissima...
Frammento17 febbraio 2009
...si aprono, si chiudono... e le bocche restano mute come quelle porte che per abitudine si sbattono con la speranza che entri corrente... Bella

