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Introspezione 17 febbraio 2009 · lettura 1 min · 5570 letture

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Amara 795 poesie pubblicate
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nell'orbita sgranata su questa notte bianca nessun cielo di stelle da conforto non il canto dolce d'usignolo ne il fremito dell'erba sotto il vento solo i motori di chi si muove insonne come me che muovo solo dita per spiegare al foglio cosa trasformi il sonno in così pallida e fumosa veglia è il vuoto che come melma s'insinua in ogni luogo che scivola viscido sul cuore giaciglio scomodo bagnato del suo umore non può dar riposo al cuore che si asciuga ne' al corpo che piange la passione...
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L'autore
Amara

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.

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Commenti (2)

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O
Orma Detruria17 febbraio 2009

credo che anche nello scrivere ci voglia coraggio, più che capacità e struttura, questa poesia ha tutti gli ingredienti per arrivare dove... nell'approdo più naturale, pizzica corde che come vene portano linfa nell'intimo di chi legge.

Gesuino Curreli17 febbraio 2009

E' una bella cosa. Deglutita la parte rancida che fa passare notti insonni, si metabolizza l'amarezza e poi chi per mestiere fa il poeta sostituisce le lenzuola con uno spazio bianco. Insonnia, serena ribellione di poesia e magico momento che traduce solitudine distratta dal rombo della via di chi ritorna o va con allegria. Silenzio. Ovattato silenzio a cui domandi perché gli spazi non li trovi colmi nella notte più vasta, campo di una battaglia spenta dove aleggiano fumi e gemiti di corpi moribondi.