Li rremmaggi nun ereno sovrani
Li rremmaggi nun èreno sovrani
ma saggi de l'oriente più lontano
che sapevano légge senza mani
er cielo come fusse un quotidiano.
Tra stella e stella c'era un titolone
che diceva "mo nasche er re der monno
volissivo sapè la direzzione?
Seguite la cometa laggiù 'nfonno".
Dice: "partimo, annàmo a visitallo!"
Dice: "che je portamo a st'Eccellenza?"
e l'antro: " Je portamo un ber cavallo,
e n'odalisca che co' a panza penza?"
Risponne er terzo: " Tu me pari matto
ciàvrà cavalli a josa er pargoletto
e d'odalische armeno cinque a piatto!"
Potrebbimo portaje un scardaletto...
" Un scardaché? ma de che vai cianciànno?"
Nun ce lo so ma pare sii de moda"
" Melchiorre mio ma tu te stai 'nvecchianno...
Seguìmo quel a stella co' la coda
e annàmo armàti de tutta la sapienza
che d'obbligo d'avecce colli re:
Io je porto dell'oro ch'è potenza".
" Io dell'incenzo profumato, e te?"
"Mirra, p'aricordaje ch'è caduco
che nun comanna sull'eternità".
Vedete? Se sbajiavano, decuco,
cercavan'un sovrano - ecchilollà!
Ner cielo quella notte han letto male
quarcosa dunque l'hanno travisata
forz'era scritto piccolo er giornale,
perciò hanno preso quella cantonata-
Avessero saputo in anteprima
j'avrebbero portato tutto quello
che je serviva e nun sortanto stima.
Nun so s'è giusto ma me pare bello.
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
Commenti (1)
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Veleno21 febbraio 2009
Immagini sorridenti eppur fanno pensare... un quadro colorato di nuovi colori e fantasie. Apprezzata moltissimo
