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Introspezione 21 febbraio 2009 · lettura 1 min · 5978 letture

Arroganza

Amara 795 poesie pubblicate
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il suono che sento ha strane note storte che non sanno il mio rigo gregge stonato che tenta un canto al proprio destino nella corsa all'ovile inciampa e rompe il passo cadendo nella finzione di essere saldo paventando l'abbandono non assorbo il calore dei corpi ammassati rimango nera appoggiata ad un tronco con l'erba in bocca sorridendo per pietà per arroganza o forse per amore...
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L'autore
Amara

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.

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Commenti (5)

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Mirella Crapanzano21 febbraio 2009

A volte è necessario rimanere appoggiati ad un tronco con l'erba in bocca, per non farsi inghiottire dalla banalità... e non c'è arroganza, c'è solo salvaguardia del pensiero libero... davvero bella!

Guevara21 febbraio 2009

Ci sono puledri che nascono in libertà, non si possono chiudere in un recinto, non si possono marchiare, loro hanno già un marchio... quello della "diversità .Tu sei un cavallo selvatico, non ti si può sellare, tu devi correre, altero, libero nella prateria. Profonda, intelligente introspezione... rimani sempre te stessa

Paolo Ursaia21 febbraio 2009

Ben scritta... strutturalmente ben costruita, intensa, sussurrata con padronanza. Molto piaciuta

Cuccu Anna Maria21 febbraio 2009

E' bello riuscire a mantenere la propria libertà e identità e non farsi fagocitare nel gregge. Non è arroganza voler essere una voce fuori dal coro. Apprezzata.

Rasimaco22 febbraio 2009

chissà quale di questi sentimenti prevale... rimanere fuori dal pecoreccio fiume potrebbe essere anche una scelta cosciente e determinata, non necessariamente arrogante... comunque la poesia é stupenda