Clochard
Noi
seduti sugli orli dei muri
cascate di glicini estivi
resteremo nudi d'inverno
ma ceppi a terra non saremo
dove persero la testa i ribelli
coglici
e mettici in vasi e in case
dietro i vetri e morremo
siamo nati nell'aria libera
e liberi cadremo a terra
trasportati dalle formiche
saremo
per essere stati ancora ribelli
sottomessi solo al cielo
sguainate spade urlanti
ci vedrete lacerati ma laceri
saranno i vostri sguardi ciechi
silenziosi
non leggiamo i necronologi
i nomi non riparano dal freddo
ma ci sdraiamo su di loro
e se domani avremo sul viso
un marchio d'inchiostro portaci via
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Commenti (1)
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S
Sabrina Balbinetti24 febbraio 2009
la ricercatezza delle parole e delle immagini contraddistinguono da sempre l'autore che con grande umiltà ci pone ogni volta di fronte ad un altro capolavoro! un applauso!