Caro amico
Tu caro amico sai:
che nei salotti tranquilli,
o tra le domeniche che sbattono sulle vetrine.
tra tutte queste luci umane;
in me quello che tace non è silenzio,
ma la dismisura di un grido.
Una crepa sale dal cuore al viso
come un'edera scura che assorbe la luce
d'ogni sorriso.
Adesso rimpiango ogni singhiozzo
come un tozzo di pane:
quelle lacrime erano
sorgenti di emorragie rigeneratrici
che ripulivano gli occhi ed il sangue.
Oggi quel veleno gira in circuiti di dolore
pompato dal papavero nero del mio stesso cuore.
In silenzio, soffocandomi lentamente.
Tu caro amico
solo tu,
che per tua fortuna
sai tacere così gentilmente:
indicami dove si muore
un po' più dolcemente.
©
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