Triste da morire
Caro,
ti scrivo
le dita rami secchi
la linfa dell'età verde
fluita è nei giorni andati
Batte lento il cuore
entra nel suono d'amore
come un diretto alla stazione
senza più strada innanzi
Vorrei parole fresche
punteggiate di baci sugosi
sospiri le pause
invece rantola la gioia
Triste da morire
condannata a vivere
rammentando dell'estate
la luce
e dell'aprile il palpito dei gigli
mentre l'inverno implacabile
avanza
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Commenti (2)
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Gabriella Cantoni2 marzo 2009
Una triste realtà si trasforma in splendida poesia! Immagini toccanti, metafore bellissime!
Rasimaco2 marzo 2009
il clou della composizione viene raggiunto nella parte finale che diventa per me poesia della poesia. molto molto apprezzata
