Le mie parole
Nei giorni che verranno
non il mio nome
ma le mie parole resteranno
come spine infliggeranno
il cuore della gente
sanguinar ferite... dovranno
solo con il dolore si ha ricordo
nella memoria impresse rimarranno.
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L'autore
Anfra
Sapere di me? Basta guardare un grosso ulivo contorto, che alza i rami verso il cielo, e saprai chi sono io.
Commenti (2)
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Rasimaco8 marzo 2009
poesia cruda, in cui la poetessa scalcia il dolore che l'attanaglia con le sue parole che sferzeranno come pollone di limone ... molto bella
Salvatore Armando Santoro8 marzo 2010
Parole dure che fanno a pugni con la vocazione cristiana. Qualcosa di vecchio testamento che riemerge dalle rovine dell'inconscio: Quasi un violento "occhio per occhio". Si, la felicità passa, non la ricordi, il dolore invece resta e scava ferite profonde destinate a non rimarginarsi mai! Una poesia stupendamente costruita. Non smettere mai di scrivere. Tu riesci ad infilarci la tua anima nelle poesie che scrivi!

