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Morte 8 marzo 2009 · lettura 1 min · 5534 letture

Fu quasi buffo

Amara 795 poesie pubblicate
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nel rimanere orba ho visto spegnersi la metà di ciò che sono quando la tua carne sospirando diventò pallida pietra e fu quasi buffo sentirsi attrice recitando altri copioni modulata la pupilla alla luce del primo riflettore seppi cosa dire e dissi a tutti cosa fare muovendomi sicura sulle assi un sorriso per chi ostentava labbra sulla tua pelle fredda (non io) caffè salato per chi sedeva mesto a raccontarti (a me!) tirati infine i teli rossi senza applausi restammo io e lui due occhi in due (le lenti a non mostrargli il mezzo buio) e tu -pietra- a riposare sola aspettando il tuo ultimo giardino poi respirando infine aria crollò la cera sul pianto asciutto
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

(nel libro ‘Il cuore nero dei papaveri’ ed. Opposto - 2014)

L'autore
Amara

Non scrivo diari, neppure privati. Meno che meno lo sono i miei testi. Qualcosa di me lo troverete, inevitabilmente, ma sono forme del pensiero che provano a sorpassare le mie per andare oltre.

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Commenti (2)

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Guevara9 marzo 2009

Bellissima poesia, per intensità e contenuto. Questi versi descrivono molto bene una situazione , un rituale di cui si diventa parte integrante, involontaria comparsa... alla fine lascia solo negl'occhi di ha subito la perdita, il vero significato del dolore, lo sconforto ...il senso di vuoto. Forse dietro quegli occhiali scuri c'è ancora tanto dolore da superare, da esternare. Molto, molto bella.

V
Vera Bianchini10 marzo 2009

Arriva in tutta la sua bellezza e complessità di immagini e sensazioni. Anche un bel ritmo.