La schiava ed il Ginepro

Sul litorale
il Cielo e il suolo.
Il verdazzurro delle fronde
era una trappola di spine
per le ginocchia larghe.
E l'ombra del Padrone
sul capo della schiava,
chino sul paradosso
di nutrirsi, portandosi
alla bocca le coccole sottratte
alle braccia del Ginepro.
Non vi fu scelta
o forse il vento
le nascose tutte.
Rimase il corpo, nudo,
la pioggia accorsa
per lavare le ferite,
fu temperata la notte,
un velo azzurro steso
con la punta delle dita.
La schiava sulla rena,
i fianchi esposti
come timido orizzonte.
Lui con le Sue radici,
morse, celate, strette
alla sua anima di sabbia.
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L'autore
Francesca Difonzo neve
Nata, neonata, non nata, non importa dove, nè quando. La vita è un cerchio e noi lo camminiamo. Fine? inizio. La poesia è un’istantanea che racconta, con la voce diretta delle cose quando le guardi. E' quello che direbbero le fotografie, se avessero parole. Alchimia perfetta di parole che si corrispondon
Commenti (1)
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G
Gabriella Cantoni9 marzo 2009
Immagini da far accapponare la pelle... ATTONITA di fronte ai versi che incantano e resti lì a riflettere per capire meglio... ma le sensazioni che arrivano all'anima capiscono molto più della ragione. Poesia d'altissimo livello( secondo me)