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Famiglia 9 marzo 2009 · lettura 1 min · 1014 letture

Mio padre

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Matteo Testi 106 poesie pubblicate
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La mano si levò con il palmo in alto e tutto il quel momento sembrò falso. Mio padre mi colpì con molta forza e feci un passo indietro per la botta. Provai quel dolore che ti ammazza il cuore, pensando che sia solo un grosso errore. Alzai lo sguardo che voleva stare, basso per paura di guardare, quegl'occhi che mi davano terrore, ad un figlio che terrore non dovrebbe provare per un padre che lo vorrebbe solo ammazzare.
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Matteo Testi
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Commenti (2)

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Erika Natale11 marzo 2009

Una poesia piena di paure, terrore. Mio padre mi colpì con molta forza ma il vero 'dolore' che il bimbo prova è un dolore dentro che lo prende al cuore, è la paura di rincontrare quegli occhi che lo hanno creato, quegli occhi che ora lo vorrebbero addirittura togliere dal mondo. Un figlio che terrore non dovrebbe provare e infatti secondo me è proprio qui che si sofferma la poesia, un terrore che per un bimbo non deve esistere, un bimbo che vede nel padre un modello da imitare, una persona con la quale condividere i propri sogni, una persona a cui vuole bene incondizionatamente. Il dolore è questi tangibile. Bella!

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Sanzi12 agosto 2009

Ormai grande una volta mi è capitato di leggere una frase -si può derubare solo chi vive magicamente). Anche se alle volte ci si sente più simili a ombre che a qualcuno, ogni volta che c'è qualche situazione di offesa mi torna in mente quella frase... ehm.