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Fantasia 17 marzo 2009 · lettura 2 min · 3951 letture

Mi guardano come fossi un alieno

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Jack Pastore 240 poesie pubblicate
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Sono entrato in quel bar e ho chiesto da bere mi han guardato come fossi un alieno io penso che queste persone mangiano la merda poi mi tolgo la maschera di topolino. Ora mi guardano un po' meglio sono un terrestre come loro e temporeggio tra il bancone e una ragazza strana mi distrae la sua sottana mi vien voglia di ubriacarmi. Ho ordinato un cappuccino e ho aperto il giornale c'era scritto che domani c'è il giudizio universale e siccome eran le sette del mattino a saperlo io ero il primo. Sono uscito camminando all'indietro mi han guardato come fossi un alieno in realtà ero solo stanco delle solite facce mi son messo a sedere su quel prato da sedere poi mi son sdraiato da sdraiato son svenuto. Poi mi sveglio in una chiesa dai vetri colorati c'è lì un prete tutto grigio che confessa le persone. Come? Confessa le persone. Son le stesse di quel bar mangiano merda e hanno solo paura mangiano e pregano con parole inventate coi calli sui ginocchi con tutti i denti rotti. Allora l'ho capito, il senso di quel dito rabbrividisco scalcio e mordo questo sì che è l'infinito! Mi cospargo d'olio e corro in strada in processione solitaria mi guardano come fossi un alieno faccio un salto mortale ma non muoio e quando raggiungo casa non respiro. Sul mio letto c'è seduto un lupo ma ha lo sguardo di un tricheco mi legge la mano anche se è cieco ma non sembra preoccupato. Allora poso il coltello, e scrivo sul muro VI ODIO.
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Commenti (3)

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Lorenzo Crocetti17 marzo 2009

Curiosa poesia dove, in un andamento onirico oltre i limiti dell'assurdo, viene rappresentato un ondeggiante modo di servirsi al bar da parte degli avventori, taluni che mangiano la merda, mentre altri invece, beati loro, gustano il cappuccino. Naturalmene chi mangia la merda siamo noi e chi invece gusta il cappuccino è soltanto l'autore dell'elaborato. Una poesia onirica dell'assurdo scritta con una piacevole (per il lettore che ha ormai digerito la roba che gli è stata fatta mangiare in precedenza) procedura, scritta con una rabbia... e una voracità che non riesce a nascondere l'ironia. Come, del resto, mi pare sia nelle intenzioni dell'autore.

Elena Poldan23 giugno 2010

Una prosa camuffata da poesia attraverso l'uso meldestro di grottesche rime. Un testo che racchiude tutta una serie di preconcetti e a chi legge rimanda solo rancore e alienazione. PS.: ma chi sono gli autori che decidono quale debba essere il testo del giorno o del mese...: °

Amara23 giugno 2010

...certo... volare non è per tutti... non per chi somiglia a certi frequentatori di certi bar... chi non vola... forse non si guarda nemmeno allo specchio... e tiene la testa china a elargire prosaiche note sul registro... dimenticando la misura... di sé e del buongusto... ...l'autore di questa Poesia... mi perdonerà questo grottesco commento...