La cicala e la formica

Sono orso e socievole, allegro ed ombroso, romantico e cinico. Nella vita non si ama una volta sola ed ho una speciale vocazione per l’amore platonico. Cerco ancora la donna del sogno ma l’aspetto senza uscire di casa. Inizialmente, scrivevo solo per amore, oggi lo faccio per ammazzare il tempo, sperando di prendere
Commenti (8)
Una verità che non rimane sopita ma esce da questi versi con semplicità assoluta. Un'operosità diversa ma chissà...Se la vita si potesse prevedere si potrebbe almeno poter scegliere quale delle due vesti indossare. Piacevolmente letta ed apprezzata.
«Pensieri che spesso assalgono la mente "perché mai darci tanto da fare, quando intorno a noi si vedono persone che vivono felici senza alzare un dito?". La loro felicità è nel dolce riposo ed allora?. Ma ognuno pensa col suo di cervello ed allora "andiamo pure avanti così!".»
Condivido il pensiero di Antonella... lascerei un interrogativo... un chissà? Piacevoli versi ben organizzati... fanno pensare. Piaciuta moltissimo
bella rivisitazione di una poesia che ha fatto il suo tempo ma che rimane sempre attuale... molto apprezzata
Ad ognuno la sua scelta! il viver gramo, appiattito dal tran- tran della società, ma che seppur imbrigliato in meccanismi, può far si che si possa avere un'opportunità e giocarsela. il viver spensierato senza meta, senza drammi... e bruciar così tutti gli anni. sarà certa la fine, ma spesso tra opportunismo e opportunità...è debole il confine. Bellissimi versi, magicamente riproposti e rivisitati, molto, molto piaciuti.
mia madre me l'inculcò come insegnamento di vita... la leggo per la prima volta... e m'è piaciuta un botto!... complimenti Carlo... cià*
Le formiche mi fanno tanta tenerezza, ma parteggio per la risposta della cicala. E l'associo ad una delle cose più belle che abbia mai letto. Nel Journal of Humanistic Psychology, un uomo di 85 anni, prossimo alla morte, dice: "Se potessi rivivere la mia vita, cercherei di fare più errori. Non cercherei di essere tanto perfetto. Nessuno può identificarsi con la perfezione. Mi rilasserei di più, sarei più sciocco di quanto lo sono stato in questo viaggio. Correrei più rischi, scalerei più montagne, nuoterei in più fiumi, guadagnerei più tramonti...". Questa è per me la vera saggezza. Che non si dissimila poi molto da quella dei santi, i quali si ritenevano i più grandi imperfetti e ai quali non interessava accumulare beni materiali.
Favola allegorica, umana, sempre attuale e sempre lo sarà.







