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Famiglia 18 marzo 2009 · lettura 1 min · 3937 letture

La quercia abbattuta

A
Annysea 161 poesie pubblicate
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Ormai è solitaria la vigna che amasti nel rito di parole cadute, come foglie morte, al suolo. Solo ora pesano i silenzi e le parole non dette volteggiano impazzite, negli atri della memoria. Passi titani risuonano tra i filari ad infrangere cattedrali di reciproco egoismo; a sconfiggere ombre di presenze mancate. Muraglie, le parole taciute, i gesti incompiuti, la carezza non data per eccesso di pudore. Ma, troppo presto si compì per te la temuta profezia: come tuono venuto da lontano come folgore che si abbatte d'improvviso. Ti prego, narrami ancora li cunti della mia infanzia dorata: donami ancora grappoli rossi, preziosi come rubini, ai miei occhi di bambina. Soltanto al crocevia mi permettesti di prenderti la mano e percorrere al tuo fianco l'ultimo tratto di vita, sconvolgendo relazioni verticali radicate nelle vene contadine. E madre tua divenni, terapie d'amore m'inventai, per un lampo di luce nei tuoi occhi. Tu, padre, la quercia abbattuta che riscattasti abissi di silenzio pronunciando, con l'anima alla gola, con ritrovato amore, il nome mio.
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per la tua festa, padre mio

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L'autore
Annysea

Anna Marinelli è nata a San Giorgio Jonico (Taranto), dove risiede. Abilitata all'insegnamento è impegnata attivamente in alcuni movimenti di volontariato di ispirazione cattolica. E’ socia fondatrice dell’Associazione Culturale “ LINO AGNINI” nel cui ambito promuove la rassegna annuale “ Incontro con l’Autore “

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Commenti (4)

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mp47pasquino18 marzo 2009

Opera apprezzabile, da il senso del lirismo senza stonature, bellissimo argomento trattato, la figura paterna è ben rappresentata, inoltre si percepisce il rapporto interiore di padre/figlia, da padre non posso non apprezzare questa poesia ci vedo una parte di me e penso che in generale ci siano rappresentati tutti i padri... Apprezzata e letta con piacere.

Pasquale Lettieri18 marzo 2009

Poesia che sembra d'altri tempi, in senso positivo, ricca di ricordi e di immagini, un luogo dove evoca l'amore di una bambina per il padre, la vigna, i suoi doni succulenti: gli acini dell'uva, bella e piena di immagini evocatrici. Compimenti

Federica Bernardini18 marzo 2009

Una figura paterna rude, come l'animo dei vecchi contadini, ma interiormente ricca di sensibilità che spesso per i nostri genitori era una debolezza. Veramente bella con un particolare sapore di antico.

Chiara Catanese22 marzo 2009

Ci sono i rimpianti di istanti perduti, c'è l'affetto e la rabbia per l'ingiustizia della vita e insieme la sua bellezza. Bellissima.