La vendetta appartiene a Dio?
Le mani tese sopra i ferrospini
sono milioni; ferme ed imploranti.
I volti tumefatti dei bambini
sporchi di fame e lutti sono tanti.
A noi di poco importa dei destini
di quelle pance vuote, siamo santi,
prescelti e prediletti dai divini
che ci hanno fatti nascere distanti!
Eppure, un canto, mesto, salmodiante
ci rosica il cervello ogni mattina
di fronte al caldo del caffè fumante,
quasi una nenia sempre più incalzante:
"una spada faremo d'ogni spina
di questa fredda gabbia degradante!"
20/03/2009
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L'autore
Benito Ciarlo
Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat
Commenti (2)
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Veleno20 marzo 2009
Bella e toccante... bei versi armonici di impatto ed emozionanti, cruda verità che si ripropone, riflessioni che vengono alla luce ...pensieri che ci intristiscono e arrovellano l'anima. Apprezzata moltissimo
Antonella Bonaffini20 marzo 2009
Versi che per la verità che esprimono toccano il cuore... E fatto ciò la tristezza cresce nella consapevolezza che nulla o poco si potrà o si vorrà fare. Bellissima.

