Il nettare della storia
Sono stato sedotto
dal vino dei miei pensieri,
il miele amaro
della mia vita.
Ho succhiato il nettare
infelice
dalla mammella d'una statua
dedicata alla madre terra,
prospera e rotonda
era.
Un inno per i popoli
che da qui passarono.
Migranti uomini.
L'inno al senza terra
hanno cantato,
giovani teste matte
quel passaggio
hanno solcato.
Chissà se davvero
il loro destino è arrivato!
Uomini, donne e bambini
hanno rubato terre,
scovato grotte,
bevuto, roventi,
alla foce del fiume.
Misero tende e
accesero fuochi.
Ma tutto questo
non fu compreso
da chi, come il bottegaio
dispensa cose,
dapprima di nessuno.
Una corsa
a trovare le proprie radici,
per rimanere
attaccati infine,
alla mammella
infelici.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!