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Introspezione 21 marzo 2009 · lettura 1 min · 3471 letture

PENTIMENTO (Del dipanarsi inutile del filo)

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Benito Ciarlo 229 poesie pubblicate
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Mia dolce Arianna no, non t'assillare: il Labirinto lo conosco bene e so perfettamente cosa fare per liberarmi di giogo e di catene. Voglio restarvi, invece per cantare del mio egoismo che produsse pene nelle persone che pur mi furon care, resto perché si tratta di scontare l'oltraggio, l'abbandono e le ingiustizie. Vago senz'alcun filo che sia segno, per giungere al profondo, alle nequizie cui soggiacer pagando il giusto pegno. Lavo le colpe con tutte le mestizie di chi si pente tardi e senz'impegno.
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L'autore
Benito Ciarlo

Sono nato in Calabria e mi sono trasferito giovanissimo in Piemonte, in una piccola città dell'alessandrino, che adoro: Serravalle Scrivia. Scrivo poesie da quando avevo tredici anni e continuo a farlo con la stessa passione e la stessa rabbia di allora. Rabbia determinata dagli studi diversi da quelli che avrei amat

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Commenti (1)

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Mario Bugli22 marzo 2009

A parte il significato profondo che appare chiaro ad una lettura non distratta, quello che mi ha colpito è la perfezione stilistica di questo sonetto le cui rime non appaiono mai forzate ma si rivelano naturali... indice di lavoro accurato e non d'improvvisazione... anche la metrica è pregevole!