La morte dei sensi
Vivo in un mondo surreale,
dove si venera il Dio dell'ingiustizia.
L'inganno è l'ideale da raggiungere
e l'umiltà il male da distruggere.
Guardo da un vetro appannato ma non vedo,
sento discorsi impegnati ma non li ascolto,
percepisco odori fugaci ma non so riconoscerli.
Tutto è celato dall'oblio dell'indifferenza,
l'unico senso ancora vivo è quello della sopravvivenza.
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Commenti (1)
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Mauro24 marzo 2009
In questo nostro vivere così scollato dalla realta, questo brano è un inno alla ingiustizia che come l'autore dice omai domina sovrana. Molto sentita e condivisa.
