Morte d'una stagione

Vecchio sornione dal gelido manto
t'aggrappi disperato al tiepido sole
d'un marzo timido e sgomento
soffiando il tuo ultimo gelido vento
soffri d'angoscia palese
per il tuo rapido dover lasciare,
per la tua morte ormai vicina
spazzata via da soffice brezza mattutina.
Canta il merlo col nido d'amore già pieno,
cinguetta l'usignolo sul cumulo di fieno,
apre la zolla quel piccolo seme
creando nel mondo ancora una speme.
Ma tu ...
t'aggrappi, ti torci nell'ultimo grido
facendo gelare, soffrire ancor per poco
quell'onda d'amore che sta per scoppiare
nel calore imminente che più non puoi fermare
ti consoli nel fatto di un dolce ritorno
con fasti, candele tutto intorno,
in quel festoso giorno tanto santo
coperto dal tuo bianco soffice manto.
©
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