Con rulli di tamburo
Pasquale Lettieri
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Nelle tenebre, nel silenzio muto,
il tuo corpo esausto riposa,
rassomigli ad un fantoccio fatto di cartone pressato,
leggero come i panni stesi al sole,
un sole però che non riscalda,
non asciuga e non rende nera la pelle.
Laggiù,
proprio laggiù ti ho cercato,
ti ho cercato fin dove finisce il nero dell'immaginazione,
non c'eri,
ti ho chiamato dentro ammassando suono su suono,
ma tu non mi hai ascoltato.
Dove è che sei andato?
dove, ti devo cercare?
con suoni di tamburo e bande di musici alle spalle,
camminerò lontano,
dimmi! sei volato?
dove è che sei andato?
forse sei uscito dal buco nero,
o forse stai nell'aria che aspiro, respiro,
oppure stai lassù,raggio caldo di sole.
Nella mia mente la tua immagine è piombo,
e piombo pesante sono rimasti dentro di me, i tuoi gesti
e il tuo sorriso,
nemmeno il tuo corpo scalfito,
mi ha impaurito,
ho baciato il tuo cranio spellato,
e i tuoi denti nel palmo della mano stretti li ho tenuti,
ho stretto poi,
con forza l'anima per non smarrirmi,
tanto l'ho stretta,
l'ho stretta, come chi conosce bene il mistero,
mistero, che di sicuro è la morte che ci prende,
che ci smarrisce, che ci consuma, e ci porta lontano da tutti e da tutto.
Cercherò ancora, e ancora cercherò con rulli di tamburo,
magari solo la tua voce calda.
©
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L'autore
Pasquale Lettieri
La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver
Commenti (1)
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Marco La Rosa25 marzo 2009
Forse un po' slegata in alcuni punti ma esprime chiaramente il concetto.

