U piccettu che- u porta tristessa
A sentu che fèua
adoxiu baixina:
a stansia l'è pina
de luxe in po' freida.
U vegne de in can
u baiu luntan,
e- i canti di galli
i cure a campagna.
U cheu me s'insuppa
du grixiu mattin,
du lentu baixin
che- u cianze sciù a taera.
In cima a- u barcun,
intantu, se posa
de ciume in pugnettu,
in fi de becchettu:
se scrolla, u dà in criu,
se mia in po' in giu,
e turna u se scrolla,
dà turna in suspio.
E quellu piccettu
cu- e tre stisse russe
che a gua i ghe maccia,
de l'otra tristessa
me caccia in tu cheu...
(Traduzione dal dialetto ligure di Loano)
Il pettirosso che porta tristezza
Sento che fuori
pioviggina adagio:
la stanza è piena
di luce un po' fredda.
Arriva di un cane
l'abbaio lontano,
ed i canti dei galli
percorrono la campagna.
Il cuore si inzuppa
del grigio mattino,
della lenta pioggerellina
che piange sulla terra.
I cima al balcone,
intanto, si posa
di piume un pugnetto,
un filo di beccuccio:
si scrolla, dà un grido,
si guarda un poco in giro,
e nuovamente si scrolla,
dà ancora un sospiro.
E quel pettirosso
con le tre gocce rosse
che la gola gli macchiano
dell'altra tristezza
mi butta nel cuore...
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L'autore
Luigi Panero De Leua
Nel cinquantenario della sua morte il figlio Mario si stà interessando alla ripresentazione di sue poesie edite ed inedite. Mario Boselli: Luigi PANERO, DIALETTALE INEDITO Di Luigi Panero da Loano (Liguria) si conoscono soltanto versi stampati «alla macchia» su foglietti volanti e su cartoline spedite agli amici. U
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