Bònanêutte
Fâeto tutto a son de stelle
benché in po' zà camuòn d'anni:
ma perché vestïme a lutto
pè a mâe morta primaveja?
Ciù ch'êuxaevo Dio m'à offerto,
denton porpa ò d'ogni frûta,
ciù godüo che sofferto:
vegne seja? Bònanêutte!
Bònanêutte e cuccio queto,
poche prïe in çima ä pansa,
solo d'erba in bon tappeto
e- o taxì, là, di Massocchi!...
Ma perché vestïme a lutto?
Zà vivuo ò, dopotutto!
(Traduzione dal dialeto ligure di Loano)
Buonanotte
Fatto sono tutto di stelle- benché un po'oramai tarlato =camuon) dagli anni- ma perché vestirmi =vestïme) a lutto- per la mia morta primavera?
Ciò che desideravo =êuxaevo) Dio me lo ha offerto- ho addentato =denton) la polpa =porpa) di ogni frutto =frûta, - ho più goduto =godüo) che sofferto: - arriva la sera? Buonanotte!
Buonanotte e cuccia =cuccia) quieta- poche pietre =prïe) sulla pancia =pansa- solo d'erba un bel tappeto- ed il silenzio =e- o taxì, là, dei Mazzocchi!...
Ma perché vestirmi a lutto- Già vissuto ho dopotutto!
©
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L'autore
Luigi Panero De Leua
Nel cinquantenario della sua morte il figlio Mario si stà interessando alla ripresentazione di sue poesie edite ed inedite. Mario Boselli: Luigi PANERO, DIALETTALE INEDITO Di Luigi Panero da Loano (Liguria) si conoscono soltanto versi stampati «alla macchia» su foglietti volanti e su cartoline spedite agli amici. U
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