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Introspezione 28 marzo 2009 · lettura 1 min · 1754 letture

Un grido d'aiuto

B
Benedetta Cavazza Miciamalvina 655 poesie pubblicate
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Lo squallore del mio viso è come un libro chiuso Nessuno può leggervi l'amarezza lo sgomento d'un anima che attende una carezza Nelle strade raccolgo piccole corolle fiorite semi d'amore che non hanno ceduto alla feroce stretta del cemento Ma nessuno si china a frugare fra pieghe di pianto per trovarvi perle di dolore S'apre la bocca ad emettere il grido ma ne esce solamente un sorriso mesto nudo che schiavo del silenzio serve la Vita amandola, ancora disperatamente.
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Benedetta Cavazza Miciamalvina
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Commenti (3)

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mp47pasquino28 marzo 2009

C'è dentro un rimestare, la consapevolezza che la vita scivola via e ci lascia con l'amaro in bocca a volte non tutto precipita e allora un fiore, un sorriso amico ci da' la forza per camminare ancora e sperare nel viale della vita, livellando crepe e nostalgie, niente grida, ma una penna intrisa da perle di saggezza che ci fa' sognare... Letta e apprezzata piacevolmente.

Jeannine Gérard28 marzo 2009

letta e riletta con la consapevolezza che il tempo è sempre il nostro nemico... chi sa perché, forze perché ci sfugge di mano, come quando con la margherita i petali ad uno ad uno volano via, fino a non rmanere più niente, solo un vuoto tutto intorno... molto bella e sentita

Vincenzo Di Napoli11 aprile 2009

spesso ciò che è scritto nei libri è squallido... ho letto in questa poesia rassegnazione, tristezza. oggi c'è una tale superficialità che nessuno si accorge di un fiore che non ha ceduto al cemento, o alla tristezza che descrivi nella poesia; se il soggetto della poesia vuole attenzione non deve aspettare che siano gli altri a chinarsi, ma alzarsi e andare incontro a ciò che ci aspetta... !