Se giunge la voce
Mario Chinello
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Ed io pensoso volsi intorno a me lo sguardo
cercando di sentire, di vedere, di capire
e colsi nuovi volti, indefiniti e senza età.
Cercai col poco mio sapere,
di deviare da il non senso delle cose
e dare un nome a chi mi stava innanzi;
due occhi senza luce velati di tristezza
penetravano l'ignoto chiedendogli: perché?
Altri, fissavano l'orizzonte dietro le colline
come in attesa di qualcuno o di qualcosa,
capii così che ognuno si sentiva solo!
Soli:
senza le desertiche e mutevoli dune,
senza la speranza del ristoro nell'oasi amica,
senza il respiro profondo della giungla,
senza l'infinita bellezza del cielo stellato,
senza il costante pulsare della vita nel villaggio,
senza la saggezza rassicurante del padre.
Seppi così d'essere anch'io la loro solitudine;
quante volte ho cercato di ascoltarli e di capirli?
Perché la loro voce non giunge al nostro udito?
Sono loro o siamo noi gli estranei e i diversi?
Ora che mi pongo la domanda
non son certo di saper dare la risposta.
Tendo la mano per stringerne cento
e scorgo qualche timido sorriso,
mi sento come immerso in un mondo nuovo,
so che è poco e non basta, ma io ci provo!
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Mario Chinello
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