Lunedi'
Emanuele Saccardo Figlio Di Cl
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Alla prima occhiata che rivolgo alla stanza,
con il primo passo che muovo dal letto,
nell'attimo stesso in cui ricordo chi sono
mi manchi
Quando spremo le arance, mentre scaldo il caffè
mentre allaccio le scarpe, quando giro le chiavi
nell'attimo stesso in cui esco per strada
mi manchi
e mi manchi
e mi manchi...
Accendo e parto,
mi fermo e osservo
i tuoi occhi che mi parlano
dal display del telefono
e mi manchi
mi manchi
Dio se mi manchi...
Parcheggio sotto casa tua,
sono minuti ma sembravan giorni
salgo le scale,
sono tre piani ma parevan cento
arrivo alla porta,
sento il solo passo che abbia valore
avvicinarsi alla mia attesa
ed il cuore mi rimbalza in petto,
il respiro che si accorcia
e mi manchi...
Ora
ti prego non smettere di parlare
non smettere di raccontare
di regalarmi i tuoi occhi
le tue mani
il tuo fiato
adesso che ti ho davanti
qui davanti
da sempre dentro di me...
Ora
ti prego non dirmi ch'è già tardi,
che le ore hanno ragione ed io torto...
dimmi
che ancora è lunedì.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Emanuele Saccardo Figlio Di Cl
Marcel Proust ha detto: "L'unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi ma nell'avere occhi nuovi". Ecco, ciò che ho di fronte allo sguardo è uguale a ieri, ma non è più come ieri; spero di non dimenticarlo mai più.
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