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Fantasia 1 aprile 2009 · lettura 2 min · 4158 letture

La ballata della puttana di Lieville

Zima 451 poesie pubblicate
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Era la sua, la puttana di Lieville al primo piano della bettola sporca che esercitava, ma con discrezione l'arte più antica, più antica che c'è. Ed era quella una dote assai rara perché con passione l'esercitava non per denaro –che brutta parola sol per amor, per amore di sé. "Dimmi che mi vuoi bene dimmi che me ne vuoi" Gridò l'illuso alla sua puttana, gridò ma lei non lo disse mai Tontolo andava a trovarla ogni giorno un mazzo di fiori e la luce negli occhi alle lusinghe lui s'abbandonava stringendola al cuore, al cuore di più. E lei ci stava e se lo godeva lo accarezzava spirando bugie con il suo corpo poi lo ammaliava spingendolo a darle, a darle di più. "Dimmi che mi vuoi bene dimmi che me ne vuoi" Gridò l'illuso alla sua puttana, gridò ma lei non lo disse mai Fin quando un giorno passando per strada alla finestra si vide un groviglio erano corpi intessuti su tela danzanti e vivi, più vivi che mai. Tontolo che proprio tonto non era s'avvicinò quatto quatto alla porta pieno di rabbia ed ancora tremante sentì pronunciar, pronunciare anche lì "Dimmi che mi vuoi bene dimmi che me ne vuoi" Un altro illuso alla sua puttana, gridò ma lei non lo disse mai Questa è la storia del tonto di Lieville che poverino si prese una cotta per una donna che gli diede una botta solo per il gusto di averlo per sé. Ma quando ebbe scoperto l'inganno della puttana che amava soltanto il suo bel corpo riflesso allo specchio più non urlò, mendicando l'amor.
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Traendo ispirazione da "City- la puttana di Clos" di A. Baricco

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Zima
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Commenti (8)

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Antonella Bonaffini1 aprile 2009

Io credo che questa sia una delle più belle che abbia letto. A lungo "mediatata" la trovo... geniale!

Frammento1 aprile 2009

...via del Campo ci va un illuso a pregarla di maritare a vederla salir le scale fino a quando il balcone ha chiuso... Condivisa... si, decisamente condivisa...

Gustosissima e arguta ... che splendida ispirazione

Leaf1 aprile 2009

Sospesa ironicamente e oniricamente tra Baricco e De Andrè, una composizione sapida e atipica, per l'autrice, che svela inattese doti satiriche, cui plaudo con un sorriso. Leggendola, mi è venuta in mente una frase, proprio da "City": "Un'altra vita, saremo onesti. Saremo capaci di tacere. "

L
Lorenzo Crocetti1 aprile 2009

Ottimo andamento di una ballata condotta con un gusto fra il serio e il faceto, fra l'ironico e il drammatico. Assai apprezzabile anche la trama del "racconto", originale e soprattutto delineata con grande sensibilità. L'ho letta, questa ballata, come al mio solito, spengendo l'audio, con l'inutile orpello di una canzone "analoga" di De Andrè, fra l'altro bella, che non fa altro che disturbare, in quanto il lettore si distrae ad ascoltare la canzone, e disperde l'attenzione sulla poesia, che non necessità di infiorettamenti esterni. In questo modo, senza l'inutile sfondo musicale, me la sono gustata. Sarò noioso, ma ogni volta bisogna che lo dica. Ovviamene sono solo, il coro è d'accordo. E un solista avverte la sua voce sopraffatta.

P
Paolo Faccenda2 aprile 2009

Mi richiama un'altra canzone del grandissimo poeta "via del campo". Molto bella!

Chiara Catanese3 aprile 2009

Ancora una volta l'autrice mostra il suo talento. Giuro, avevo le casse spente, e non avevo ancora buttato l'occhio sul video, e la lettura mi ha ricordato un testo di De Andrè. Continua ancora con questi esperimenti! da una che ama sia De Andrè che Baricco... di entrambi in questa ballata si notano le influenze... meraviglia!

Pino Penny9 marzo 2011

una ballata ispirata dal grande DeAndre... le puttane anch'esse si innamorano, ma mai di chi dice loro ti amo. La grande Zima faceva buona compagnia ai suoi lettori... sig