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Introspezione 6 aprile 2009 · lettura 1 min · 3973 letture

Mio Padre

Pasquale Lettieri 1111 poesie pubblicate
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Inerme, passivo, disteso senza vita, con lo sguardo nel vuoto. Caldo ancora, dell'ultima gittata di sangue, l'ho baciato, l'ho baciato come chi bacia una sposa, l'ho baciato gustando la sua fredda pelle. Non chiedetemi se amo la vita:< Non saprei.> Specchi riflessi, l'immagine primaria si deforma, balza, irrompe, frantuma, vola via. Amo mio padre, anche se il suo corpo è freddo. Ho lacerato le mie pareti nell'istante dell'addio. Ho cercato di allungare la mano dove finisce il mondo per ritrovarlo. Nulla ho trovato. Ho toccato stentatamente una stella: < Era di cartapesta.> Ho accarezzato con amore le sopracciglia di mio padre; Erano di velluto nero.
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L'autore
Pasquale Lettieri

La bellezza dell’essere sta nella tolleranza, nella comprensione, nella fiducia, nell’accettare il diverso che dentro di noi muta. Nel porre soprattutto ogni giorno, fiducia alla vita. Sono sempre interessato a quello che accade dentro di me, sin da piccolo, in particolare a come rotolano le biglie sul tappeto ver

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Commenti (3)

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Kiaraluna6 aprile 2009

Un grido d'amore acuto e impalpabile come un sussurro... Forte e straziante, trasmette il duro realismo d'ogni emozione. Molto apprezzata.

Antonella Bonaffini6 aprile 2009

Poesia ben strutturata. Nell'atrocità di quello che può esser il momento i versi sembrano mantener lucidità ed... Arrivano. Molto, molto bella.

M
Michele Delpiano7 aprile 2009

Non credo che nel caso di questa poesia si possa dire ben strutturata, mantiene lucidità...non capisco come si facciano a notare queste cose dalla lettura di questa tua poesia che è come un pianto tristissimo e spontaneo. La tua poesia apre delle ferite mentre la si legge. Fa piangere. E fa soffrire. In gamba