Al funerale di Elmer
Mi stanno cercando
ma sono andato nel futuro
a sorprendermi morire
Mi stai cercando e
questo viaggio finirà
ma non so quando e
se dico verità
Ora che non c'è più
bisogno di scoprire niente
resto a casa e faccio un sogno
E sono così tanti
a battere le mani
e portano dei guanti
e sono tutti nani
Quarantaquattro gradi
senza cedere al revolver,
si è lasciato cadere fino in fondo
Elmer...
Ora non c'è più bisogno
di scoprire niente
sento che suona il violino
la mente si fonde nelle ossa
e torno bambino
E sono così tanti
a farmi le domande
e sono sorridenti
e hanno solo le mutande
La recita del lutto
è acqua santa e fango
somiglia a un aperitivo
ma non c'è uomo vivo
Al funerale di Elmer
io no
non ho rinunciato
al revolver
Mi lascerò anch'io
morir di febbre,
fuoco di un odio che
non ho voluto io,
era già qui
lo giuro, era già qui.
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Commenti (1)
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L
Lorenzo Crocetti8 aprile 2009
Devo sinceramente pensare che questa poesia ha, per lo meno, il pregio di uscire dagli usuali temi comuni tanto ridondanti nella maggior pate delle poesie, e di portarsi su un piano "metafisico" (non mi viene parola migliore) per me interessante e diverso. Appare ovvio come poesie di tal genere comportino una certa diffcoltà d'interpretazione, a causa proprio del tema prescelto, e determinino nel lettore un'impressione ed una interpretazione che, anche quando riesce a compenetrarsi nel significato della poesia, ci riesce sempre solo in parte. E l'intero significato della poesia stessa rimane solo, impenetrabile, nella mente dell'autore. Come se chi legge si trovasse il cammino sbarrato da una porta che d'improvviso si è chiusa.