Cronaca di vita dispersa
claudia cafagna
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Cos'è la vita, Cos'è questo miraggio?
Siamo impotenti, Siamo innocenti... Tutti, di fronte a questo scempio
Vieni in punta di piedi, Assassino! ti nutre il sangue di chi non ti aspetta...?
Vigliacco, Colpisci alle spalle. Ti diverte lacerare anime.
E succhiare il nettare dei ricordi. Figlio del caos, Figlio degli abissi della terra oscura.
Scorri indifferente tra gli oggetti smarriti tra i corpi morti,
a cui hai interrotto un sorriso.
A cui hai fermato il tempo senza pietà.
Hai lacerato muri, pareti, Hai cacciato la gente dalle loro case.
Hai oltraggiato un abbraccio nella morte.
Hai impedito alle parole di esprimere significati. Cosi, in un attimo. Hai fatto si che un progetto di vita fosse travolto e annientato dalla tua gigantesca mano violenta. Voli tra le macerie tra i cocci di vite spezzate,
ti insinui. Guardi i corpi dispersi, Gli passi davanti, col volto nero
Ascolti sussurri flebili, gemiti, richieste arrancate d'aiuto, che stremano il cuore per la fatica, di chi sa di non poter arrivare oltre il tunnel, li, dove una scheggia di cielo gli porta il sangue nella voce. Tu le puoi udire, mostro impietoso.
Al tuo fianco, si muovono paralleli cuori senza macchia che han sete di giustizia,
che non temono la vita a causa tua, ma per salvare altre vite, scavano nel caos del puzzle di case ammassate, nei ricordi dispersi, nei fili di matasse interrotte. Con mani nude, non hanno ferite, non si lacera la loro pelle. I loro cuori si.
E ti guardano con sfida. E sono già vincenti. Anche coloro ai quali hai interrotto per sempre la vita ti ignorano. E coloro ai quali hai tolto ogni speranza faranno fatica.
I loro muscoli si contorceranno su ripide salite.
Con gli occhi bendati suderanno fino al più piccolo respiro affannoso, fino allostremo, ricordando spicchi di vita, stralci di momenti coi loro cari vivi o dispersi
Il loro udito ascolterà eco di risa ANCORA vive, tra le pareti costruite con sudore e sacrifici, di case costate un intera vita. Di orgogli calpestati.
Di castighi inutili.
Di rinunce vane... ma saranno loro a ricostruirle, con sorrisi invisibili
Le ricomporranno sopra di te e ti seppelliranno
Come tu hai fatto con le loro grida soffocate. Ti sotterreranno, Saranno più potenti di te, E avranno mani più grandi delle tue!
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L'autore
claudia cafagna
Commenti (3)
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Marinella Addis9 aprile 2009
mi unisco a questo grido di forza contro... il dolore che ci vorrebbe annientare! bella! grazie!
Antonella Bonaffini9 aprile 2009
Sono versi speranzosi che fanno bene al cuore... apprezzatissima.
Mauro9 aprile 2009
Questo poema, perché di questo si tratta, è un getto di rabbia verso il dolore e un potente incitamento alla riscossa dell'uomo sulla malvagia naura distruttiva del terremoto, espressa con versi duri e coinvolgenti. Molto, molto apprezzata.


