Tutta la stanchezza del mondo
Ho sul cuore
Signore
tutta la stanchezza del mondo.
Quella della madre,
crampi alle braccia,
non paga di cullare
un bimbo esanime
la boccuccia socchiusa
ultima porta del respiro
E quella del custode,
sulle scale ha consumato
tutta la sua vita
ogni volta saliva
commosso d'attesa
ma poi ridiscendeva
nell'inferno eterno
d'una vita senza amore
solo
Tutta la stanchezza del mondo
Signore
come un macigno m'opprime
il rauco grido della fame
il singhiozzo dei torturati
che gemono mordendosi i palmi
feriti
come lo furono i Tuoi
Tomba lucente
il mio freddo sorriso
ma nella gola ancora vive
un canto:
Tutta la stanchezza del mondo
o Dio
voglio portare a Te
perché tu faccia in noi resuscitare
la voglia di credere e sperare
©
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Commenti (4)
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Antonella Bonaffini11 aprile 2009
Questi versi sono di una bellezza mortale... arrivano al cuore quasi sussurrando il dolore. Meravgliosamente bella... da conservare.
Paolo Ursaia11 aprile 2009
Dolore e pietà, che non hanno altra soluzione se non nella fede... condivisa, piaciuta
G
Gabriella Cantoni11 aprile 2009
Commossa e doloramente attonita, leggo un dolore autentico... mi unisco. Piaciuta
Rosa Leone16 luglio 2009
t'abbraccio con tutto il tuo dolore ...per alleviarne il peso... dal cuore... condivisa, bellissima nella sua triste realtà...


