Prova a immaginare quell'angolo
Noi non abbiamo più
parole e chiavi
Abbiamo abbandonato le stanze
Disabitato il tempo
Smisurato l'infinito
illuminandolo per minuscole distanze
Noi
non ci conosciamo più. Non esistiamo più.
Eppure le quattro strade
tra la terra Il cielo e un orologio
sono affollate d'immagini meno concrete
della tua assenza
Quindi ti trovo nei sogni
dietro le porte murate
così vera
lì sei ovunque
nel buio
hai la magica velocità della luce
...ti tengo prigioniera nel mio sangue
con catene di chimica
quando per una somiglianza del cielo
nascosta in un sorriso o in una lacrima
trovo e sintetizzo
la proteina della tua presenza
Sei in ogni cosa
come una droga che lega i nervi
ai pensieri
e rende la carne alle ossa bianche
dei desideri
Ma non è dal nulla che ti vedo apparire
Fu l'associare tutto il tempo ai nostri baci
a renderci unici,
Fu il ripetere piccole cose semplici
a renderci finalmente
veri,
Adesso
così complicati
senza concreti meccanismi
sembriamo lontanissimi
Io e lei
Ma Io e Te, Angelo,
forse non lo sai,
abbiamo ancora quel luogo solo nostro
che costruimmo in un angolo
per stare vicinissimi
Senza tornare.
©
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Commenti (2)
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Gabriella Caruso13 aprile 2009
poesia che coinvolge ed emozione ogni verso penetra in fondo al cuore
Amara13 aprile 2009
...forse... più di una lettura... ma comunque... bellissima...
