Per un amica vittima del terremoto
La tua voce mi giunge
un lamento un pianto,
oggi che non credevo
ti ricordassi ancora
di quel triste ragazzo
che con l'armonica a bocca
ti sussurrava dolci note d'amore,
mentre ti chiedi perché
il padreterno, la terra, il destino,
o chissà chi
se l'è presa con te.
Oggi che
quella terra da te tanto amata
abbandoni perché
li hai perduto l'amor,
e torni e forse per sempre
nella grande Torino
nella nostra Torino di merda,
così la chiamavamo noi
trent'anni fa o giù di li
con l'incoscienza dentro
al basso ventre.
Ma prima però
Vuoi passare da me
A parlare di nuovo con me,
ed io che non ho
grandi cose da dirti,
ti dico soltanto son qui
che ti aspetto
a braccia aperte.
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Commenti (1)
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Nutellina Cinzia Pallucchini21 aprile 2009
"ti dico soltanto son qui, e ti aspetto con le braccia aperte"e ti pare poco, bellissimo dono da fare ad una amica che ha vissuto un esperienza simile, bravo e bella la tua poesia, viene dal cuore e tutto ciò che viene da lì è puro...
