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Introspezione 17 aprile 2009 · lettura 1 min · 1422 letture

L'esule

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Diego Bevilacqua 121 poesie pubblicate
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Sapete dirmi dove riposa la mia Terra? Sapete dirmi se vi troverò freddi ghiacci o l'occhio scarlatto di un vulcano? E boschi? E campi di grano? Il mio amore? E' tardi per fare domande agli antenati che stanno dormendo. I vecchi son già morti ragazzo mio... Per te hanno lasciato testamento su carta, colori su tela; suoni e musica nella mente. Dunque non esiste più la mia casa dove ho lasciato non denari, ma respiri d'anima e caldi battiti del mio cuore? Anima dalle passioni corrotta, lasciati andare al vuoto, abbandonati tra le sue braccia... Affoga tra le acque del Fiume ed il canto di dolci Sirene... Sì, rinnovati.
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L'autore
Diego Bevilacqua

Mi basta soltanto avervi trasmesso qualche parte di me...

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Commenti (2)

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Frammento17 aprile 2009

...un'esplosione di bellezza questa tua... E mi fa riflettere... Sentita

E
Epochegel17 aprile 2009

Dunque non esiste più la mia casa. L'esule sa cosa significa non avere più legami con la sua storia, l'anima è persa. Unico modo per sopravvivere rinascere. Una profonda analisi del senso della lontananza... esuli, emigranti la hanno provata. Solo chi si è perso nel non ritorno e rinnovato nel nuovo mondo è sopravvissuto... Se non ti perdi devi tornare per risentire i battiti del tuo cuore.