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Natura 20 aprile 2009 · lettura 1 min · 2118 letture

La mia primavera

V
Vera Bianchini 45 poesie pubblicate
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Apro la primavera e che trovo? Una cinciarella azzurra sui biancospini a beccare un insetto. Ma i biancospini chiedono diritto d'asilo che sono sfrattati dai campi dove il diserbo arrossisce. Sulle banchine, fiorisce immondizia. Apro la primavera e che trovo? Un ruscello. Il ruscello canta di un'acqua fresca tra i sassi. Serpeggia gorgoglia ma poi si riversa schiumosa e biancastra in un gorgo che puzza di fogna. E' finito il tempo in cui coi piedi nell'acqua godevo del suo fresco frusciare e sentivo sulla pelle pulsare le teste di tanti girini. Da lontano ti guardo e ricordo. Non scendo a scrutare. Mi sorride l'acqua e m'abbaglia di sole riflesso. "Vai, corri lontana – mi dice- Ognuno ha il suo marcio, non devi indagare." E così, Primavera, ti chiudo. E' meglio osservare da casa, lontano, la tua veste smagliante di dea che ritorna dall'Ade, che fugge da Pluto.
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Hai ragione, Carlo, è proprio così. Ma è triste assistere impotenti alla morte della natura. Però sono convinta che ognuno di noi può fare qualcosa, magari usando meno detersivo. L'aceto, per esempio sgrassa benissimo.

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Vera Bianchini
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Commenti (3)

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Carlo Fracassi20 aprile 2009

La primavera di oggi è martoriata dalle mille sevizie inflitte dall'uomo ma cosa possiamo fare se noi stessi siamo quelli che vogliamo il bucato più bianco del bianco? Meglio non indagare! Versi apprezzati e condivisi.

Veleno20 aprile 2009

Versi che fanno riflettere e la soluzione sarebbe semplice... la natura ostaggio dell'uomo che poi la uccide. Condivisa e piaciuta moltissimo

mp47pasquino25 aprile 2009

Hai ragione da vendere, peculiarità e sensibilità verso il grave disastro ecologico e il poco amore nel rispetto della natura, si sentono tra queste tue strofe, si sente anche la forzatura del livore che ne trapela, ne esce un animo sensibile che non si da' pace a cui non si può fare a meno di condividerne l'amarezza ... oltre che a fruirsi delle ottime descrizioni...